COLTIVARE LE BOTANICHE

COLTIVARE LE BOTANICHE
Molte delle erbe, dei fiori e delle spezie che utilizziamo ogni giorno possono crescere anche in Italia. Ed è proprio da qui che PEONIQUE vuole guardare al futuro.
Quando pensiamo alle botaniche, spesso immaginiamo ingredienti arrivati da molto lontano. Spezie orientali, fiori esotici, erbe provenienti da territori che associamo istintivamente alla loro coltivazione. E per alcuni ingredienti è inevitabilmente così: clima, terreno e condizioni ambientali determinano ciò che può crescere in un luogo e ciò che invece appartiene naturalmente a un altro.
Ma il mondo botanico è molto più vicino a noi di quanto sembri.
In Italia possono essere coltivate moltissime delle erbe aromatiche, officinali e dei fiori che utilizziamo nelle infusioni, nella cucina e persino nella mixology. Menta, melissa, salvia, rosmarino, timo, lavanda, finocchio, camomilla, malva, calendula, sambuco e numerose altre specie trovano già spazio nelle coltivazioni italiane. E accanto alle specie tradizionalmente associate al nostro territorio esistono colture più insolite che, nelle condizioni adatte, possono trovare spazio anche qui.
È uno degli aspetti che più mi interessa del mondo delle botaniche e, soprattutto, una delle direzioni su cui voglio costruire il futuro di PEONIQUE.
Non soltanto scegliere un ingrediente, ma chiedersi da dove arriva
Quando si crea un prodotto è molto facile ragionare partendo dalla fine: voglio ottenere questo profumo, questo gusto, questo colore. Si cercano quindi gli ingredienti necessari e si costruisce la miscela.
Io vorrei, progressivamente, fare anche il percorso contrario.
Guardare ciò che possiamo coltivare, capire dove cresce meglio, conoscere chi lo produce e poi immaginare cosa possiamo creare partendo da quella materia prima.
È una differenza sottile, ma cambia completamente il modo di pensare un prodotto botanico.
Una foglia di menta non è soltanto “menta” scritta nella lista degli ingredienti. È una pianta che è stata seminata o trapiantata, ha avuto bisogno di terra, acqua, luce, tempo, raccolta ed essiccazione. Lo stesso vale per un fiore, una bacca o un’erba aromatica.
Dietro ogni botanica esiste una filiera agricola.
Ed è proprio questa parte che vorrei diventasse sempre più importante nel mondo PEONIQUE.
L’Italia ha già un patrimonio botanico enorme
Da nord a sud cambiano altitudine, esposizione, precipitazioni, temperature e caratteristiche dei terreni. E insieme al paesaggio cambia anche ciò che può essere coltivato.
Le zone alpine e prealpine hanno una tradizione legata alle erbe officinali e aromatiche. Le aree mediterranee offrono condizioni completamente differenti, particolarmente interessanti per molte aromatiche. In altre zone troviamo coltivazioni di piccoli frutti, agrumi, fiori e piante che da secoli fanno parte del paesaggio agricolo italiano.
Questo significa avere a disposizione non un unico “territorio italiano”, ma moltissimi territori botanici differenti.
Ed è qui che, per me, la questione diventa interessante.
Non voglio che PEONIQUE utilizzi la parola botanical semplicemente perché è bella da mettere sotto un logo. Vorrei che con la crescita del progetto questa parola acquisisse sempre più significato.
Conoscere le piante. Cercare produttori. Capire quali ingredienti possono essere coltivati in Italia. Valutare quando abbia davvero senso utilizzare una provenienza italiana e quando, invece, sia più corretto cercare un ingrediente nel territorio al quale appartiene naturalmente.
Perché valorizzare il territorio non significa fingere che tutto debba necessariamente provenire da qui.
Significa fare scelte consapevoli.
La parte più affascinante è che una stessa coltivazione può aprire possibilità molto diverse.
Una botanica può entrare in un’infusione, ma può anche diventare parte di un’esperienza di mixology. Un fiore può contribuire al profumo e all’aspetto di una miscela. Un’erba aromatica può essere interpretata in modi completamente differenti a seconda di ciò che le viene affiancato.
È esattamente per questo che PEONIQUE non nasce come semplice marchio di tè.
Le Botanical Infusions sono una delle prime espressioni del progetto. The Gin Ritual ne rappresenta un’altra. Il filo che le unisce è la materia botanica.
E più esploro questo mondo, più mi interessa capire quanto ancora si possa fare partendo da ciò che potrebbe crescere a pochi chilometri da noi.
Coltivare significa anche sperimentare
C’è poi un aspetto che trovo ancora più interessante: l’agricoltura non è immobile.
Una coltura che associamo tradizionalmente a un determinato territorio non è necessariamente l’unica possibile. Esistono sperimentazioni, microcoltivazioni e aziende che provano specie e varietà nuove, verificandone l’adattamento alle condizioni locali.
Naturalmente non basta mettere un seme nella terra perché una pianta possa essere coltivata con successo. Bisogna considerare clima, suolo, disponibilità d’acqua, resistenza alle temperature, resa, qualità della materia raccolta e sostenibilità economica della coltivazione.
Ed è proprio questa complessità a renderla interessante.
In futuro mi piacerebbe che PEONIQUE potesse raccontare anche queste storie: non soltanto presentare una nuova miscela, ma poter raccontare dove nasce una delle botaniche che contiene, chi la coltiva e perché abbiamo deciso di utilizzarla.
Magari arrivando anche a sperimentare ingredienti coltivati appositamente per alcune creazioni.
Non domani. Non necessariamente per tutto. Ma è una direzione precisa.

Tornare alla materia prima

Viviamo in un momento in cui possiamo acquistare praticamente qualsiasi ingrediente proveniente da qualsiasi parte del mondo. È straordinario, perché ci permette di conoscere profumi e sapori che un tempo sarebbero stati difficilissimi da incontrare.
Ma proprio questa disponibilità rende ancora più interessante fare una domanda molto semplice:

potremmo coltivarlo anche qui?

A volte la risposta sarà sì. Altre volte no. Altre ancora sarà: proviamo.
È questa curiosità che vorrei portare dentro PEONIQUE.
Non mi interessa costruire un’immagine artificiale in cui ogni ingrediente deve essere necessariamente italiano per poter essere considerato valido. Ci saranno botaniche che ha perfettamente senso cercare altrove.
Mi interessa però che, quando esiste la possibilità di trovare o sviluppare una filiera italiana interessante, quella possibilità venga esplorata.
Perché dietro una botanica coltivata sul territorio non c’è soltanto una provenienza da scrivere su un’etichetta.
Ci sono agricoltura, conoscenza, stagionalità, sperimentazione e persone.
Questo è uno dei punti da cui PEONIQUE vuole crescere
Oggi PEONIQUE comincia con le sue prime creazioni. Ma considero quello che vediamo adesso soltanto il punto di partenza.
Vorrei che con il tempo il progetto diventasse sempre più vicino alla materia prima: conoscere coltivazioni, incontrare produttori, cercare botaniche italiane interessanti e magari partecipare alla nascita di nuove piccole produzioni.
Non so ancora quali saranno tutte le piante, i prodotti o le collaborazioni che nasceranno da questa ricerca.
Ed è proprio questo il bello.
So però che PEONIQUE vuole mantenere un legame concreto con ciò da cui tutto parte.
Prima del packaging, prima della miscela, prima della tazza e prima del bicchiere c’è sempre qualcosa di molto più semplice.
C’è una pianta. E, da qualche parte, c’è una terra in cui può crescere.

 

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